L’export moda vola grazie all’e-commerce

La notizia è di quelle che fanno riflettere: le vendite nel settore moda da siti italiani a clienti stranieri aumentano del 30%, superando 1,3 miliardi di euro!

Lo dice uno studio di Osservatori.net del Politecnico di Milano, di cui presentiamo qui alcuni risultati.

 

Cosa si vende?

Qualsiasi cosa! Dal mass market, ai capi di lusso, fino all’abbigliamento sportivo.

E gli accessori hanno un peso davvero elevato: 45% contro il 55% dei vestiti.

Colpisce scoprire che metà degli acquisti sono a prezzo pieno. Sfatiamo dunque un mito: una grossa fetta di clienti non cerca il prezzo basso a ogni costo, ma si orienta invece verso prodotti in grado di trasmettere un valore intrinseco distintivo, chiaramente comunicato e percepibile.

Infografica di Osservatori.net

 

Come si vende?

Sembrerebbe una cosa ovvia: il cliente compra di più quando la ricerca e la presentazione del prodotto è migliore. Ma in pratica, cosa significa questo?

Ad esempio, significa che il cliente deve poter cercare il prodotto usando termini di uso comune e nella sua lingua (vedi la voce “motori di ricerca semantici” nell’infografica).

Il cliente non sa come voi, brand di moda, chiamate quel tal prodotto. Il cliente sa come lo chiamerebbe lui, nella sua lingua! Se lo trova, bene. Altrimenti il rischio di perdere la vendita è elevato.

Poi, dopo aver trovato il prodotto giusto, il cliente si aspetta di trovare informazioni chiare, complete, della stessa qualità del prodotto a cui si riferiscono. Altrimenti, ancora una volta, abbiamo perso una vendita.

Infografica di Osservatori.net

 

E quindi, cosa fare?

Proviamo allora a ricavare alcune semplici e chiare indicazioni:

  1. un e-commerce moda non si improvvisa: occorre affidarsi a degli esperti di e-commerce, in grado di sviluppare una piattaforma moderna e sempre al passo con le rapidissime evoluzioni del settore (troppi brand sviluppano l’e-commerce in casa, con risultati spesso ben inferiori al +30% del settore)
  2. un e-commerce moda non costa poco: è a tutti gli effetti un nuovo canale distributivo e richiede investimenti proporzionati all’apertura di un nuovo canale
  3. un e-commerce fatto bene ripaga ampiamente dell’investimento: può mettere il turbo alle vendite, generando redditività e cash-flow importanti e in continua crescita

 

E per quanto riguarda le traduzioni?

Molti e-commerce moda di scarso successo si sono indirizzati verso traduzioni economiche, tanto quando c’è la foto c’è già tutto…! Qualcuno si è fatto le traduzioni in casa, del resto la collega dell’export era un po’ scarica in quel periodo…! Altri invece hanno scelto le traduzioni automatiche: dovevano tradurre 5.000 descrizioni in 24 ore con un budget inferiore al costo di uno solo dei loro capi, capite bene che non c’erano molte alternative… ;o)))

Ah, ovviamente hanno tradotto il sito solo in inglese, che oramai lo capiscono tutti…!

Se siete orientati verso qualcuna di queste brillanti soluzioni, beh… forse è meglio se vi rileggete lo studio del Politecnico (link) e ci riflettete ancora un po’.

Altrimenti il 30% di crescita e il miliardo e 300 milioni di euro se lo spartiscono gli altri!

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