Safe check

Ti è mai capitato di accorgerti di un grave errore un secondo dopo aver cliccato Invio? Oppure che uno dei link è sbagliato?
Se si tratta dell’email a un collega, poco male. Si farà una risata, o forse riceverai un rimprovero dal tuo boss. Ma poi la cosa finisce lì.

Cosa succederebbe invece se questi errori finissero nella newsletter inviata a decine di migliaia di follower?

Quale brand oggi può permettersi di inviare ai propri clienti email con errori di digitazione, con link inesistenti o nella lingua sbagliata? Nessuno. E questo è ancor più vero nel settore moda, dove l’immagine di marca è un bene prezioso ma estremamente delicato.

Su richiesta di alcuni importanti brand moda, Fashion Words ha sviluppato il servizio Safe Check, pensato proprio per risolvere questo problema. Ecco cos’è e come funziona.

Obiettivo: fare un ultimo check prima della spedizione della newsletter, per essere sicuri che il destinatario riceva un’email corretta e adeguata in tutte le sue parti

Cosa controlliamo:

  • subject dell’email: corretto e coerente con il contenuto dell’email
  • correttezza dei testi: refusi, testi troncati o mancanti, foto senza didascalie, impaginazione inadeguata
  • immagini: controlliamo che non esca il tipico simbolo dell’immagine mancante
  • link: verifichiamo che esista la landing page per tutti i link presenti nell’email e che la lingua della landing page sia quella corrispondente all’email
  • footer: corretto e nella stessa lingua dell’email (a volte i sistemi di gestione multilingua generano email con footer in lingua diversa da quella impostata)

Esito del test: nella maggior parte dei casi la risposta al cliente è un semplicissimo “TUTTO OK”, quando invece rileviamo delle anomalie inviamo al cliente tutte le indicazioni per risolverle.

Quanti sono gli errori evitati grazie a questo servizio? Beh, dipende dalla precisione e meticolosità di chi prepara le newsletter. Ma fino a oggi abbiamo riscontrato anomalie ed errori più o meno gravi nel 5% delle email quando va bene, con punte del 10% nei casi peggiori.

Significa che in media 1 newsletter ogni 15 contiene qualcosa che non va e veicola un messaggio negativo a tutti i tuoi follower più affezionati.

Ecco perchè i brand per i quali abbiamo svolto questo servizio fino a oggi ci dicono di aver riscontrato enormi benefici in termini di immagine.

Del resto è facile immaginare quanto dannosa possa essere un’email che proponga l’acquisto di una T-shit anzichè una T-shirt. Oppure una newsletter che suggerisca di acquistare un paio di jeans per completare il tuo outlet (ops… forse volevano dire outfit)!
Oppure portare migliaia di utenti sulla tua famosissima landing page #404 Not Found.

Bello, ma a me non serve!

Ne sei proprio sicuro? Le tue newsletter sono sempre perfette e impeccabili? Allora ci piacerebbe conoscerti, saresti il primo… 😉

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Contattaci, scoprirai che possiamo offrirti molto di più di un’ottima traduzione.

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